Recenti ricerche archeologiche hanno portato alla luce una straordinaria scoperta nel sud-est del Messico: un sito Maya di 3.000 anni, noto come Aguada Fénix, che i ricercatori ritengono sia una mappa colossale che rappresenta l’antica visione del mondo Maya del cosmo, effettivamente un “cosmogramma”. Questo vasto complesso, antecedente al sistema di scrittura Maya, offre una visione senza precedenti delle credenze e dell’organizzazione sociale della prima fase di questa civiltà.
La portata e il significato di Aguada Fénix
Aguada Fénix, risalente al 1050 a.C. e abbandonato intorno al 700 a.C., è diverso da qualsiasi altro sito scoperto nella regione Maya. Non è solo l’architettura monumentale più antica e più grande trovata, ma rivaleggia, o addirittura supera, le dimensioni delle successive città mesoamericane come Tikal e Teotihuacan. Questo complesso monumentale, che si estende su una superficie impressionante di 9 x 7,5 chilometri (5,6 x 4,7 miglia), suggerisce uno sforzo altamente coordinato che coinvolge una popolazione significativa: le stime collocano la forza lavoro in oltre 1.000 individui.
È importante sottolineare che la costruzione sembra essere stata uno sforzo comunitario piuttosto che il risultato del lavoro forzato. I ricercatori ipotizzano che il progetto potrebbe essere stato simile a Stonehenge nell’Inghilterra preistorica – un celebre rituale collettivo che prevedeva banchetti, scambio di beni e interazione sociale, che probabilmente incentivava la partecipazione. La portata dell’impresa sottolinea il profondo significato culturale del sito.
Svelare il Cosmogramma: strutture e design
I ricercatori hanno utilizzato tecniche avanzate, tra cui il lidar (rilevamento e rilevamento della luce), per analizzare il paesaggio sotto la fitta chioma della giungla. La loro analisi ha rivelato che Aguada Fénix è stata meticolosamente progettata come un cosmogramma, realizzato attraverso una rete di strutture tra cui canali, strade rialzate e una diga. Queste caratteristiche si intersecano per creare una serie di forme a croce, che riflettono la comprensione dei Maya dell’ordine cosmico.
Nel cuore del complesso si trova un’area denominata “gruppo E”, che conteneva diversi piccoli edifici e piattaforme, insieme a depositi sepolti di oggetti cerimoniali. Questi depositi includevano ornamenti in pietra verde, che forse rappresentavano un coccodrillo, un uccello e una femmina che partoriva, vasi di ceramica e pigmenti.
Un puzzle con uno scopo: acqua e irrigazione
Sebbene un piccolo lago fornisse acqua, la vastità del cosmogramma, unita alla capacità limitata del lago, probabilmente significava che i canali non venivano riempiti continuamente. Inoltre, non vi è alcuna prova di irrigazione agricola, indicando che i canali non erano destinati alla coltivazione. Si ritiene invece che giocassero un ruolo simbolico, rappresentando una rete cosmica connessa alle osservazioni cicliche del sole.
Sfidare i presupposti della gerarchia sociale
A differenza dei successivi siti Maya come Tikal e Copan, che mostrano chiare prove di gerarchia sociale, Aguada Fénix non mostra tali segni. Ciò rafforza ulteriormente l’idea che la costruzione fosse un progetto collaborativo. I ricercatori teorizzano che i responsabili della progettazione del complesso fossero individui con conoscenze specializzate di astronomia e calcoli calendariali, forse “figure di spicco”.
Una riflessione sull’ordine cosmico
Takeshi Inomata, ricercatore capo e professore di archeologia presso l’Università dell’Arizona, ha spiegato che il disegno del cosmogramma rispecchia il movimento del sole. Secondo Inomata, i Maya probabilmente credevano che l’universo fosse ordinato secondo gli assi nord-sud ed est-ovest, con l’asse est-ovest legato al movimento del sole e allo scorrere del tempo. Aguada Fénix era attentamente allineata ad una specifica direzione dell’alba, connessa al ciclo di 260 giorni che in seguito divenne cruciale per i rituali Maya e Aztechi, dimostrando una profonda connessione tra ordine spaziale e tempo.
Reazioni e interpretazioni
La scoperta ha generato reazioni contrastanti tra gli studiosi. Mentre alcuni mettono in guardia dall’etichettare definitivamente il sito come “cosmogramma” fino a quando non verranno stabiliti una definizione e un metodo di identificazione più chiari, altri lo vedono come una scoperta fondamentale. David Stuart, un esperto di arte e scrittura mesoamericana, ha definito la ricerca “attenta e meticolosa”, mentre Arlen Chase ha sottolineato l’importanza dei depositi cerimoniali trovati all’interno del gruppo E. James Aimers, professore di antropologia, ha sottolineato il significato della costruzione collaborativa, allineandosi con le interpretazioni emergenti che evidenziano l’azione collettiva sulla rigida gerarchia sociale in Mesoamerica.
In definitiva, la scoperta di Aguada Fénix offre una finestra avvincente sulla visione del mondo e sull’organizzazione sociale della prima civiltà Maya, rivelando una comprensione complessa e sofisticata del cosmo e dei modi in cui gli antichi collegavano le loro vite ai ritmi dell’universo. > Questo risultato monumentale mette in discussione le ipotesi esistenti sulla prima società Maya e mette in luce il potere dell’azione collettiva nel plasmare il mondo che ci circonda.






























