Додому Без рубрики I “maiali infernali” giganti avevano una dieta spaccaossa

I “maiali infernali” giganti avevano una dieta spaccaossa

0
I “maiali infernali” giganti avevano una dieta spaccaossa

Immaginate un maiale delle dimensioni di una piccola automobile, capace di frantumare le ossa con le sue potenti mascelle: questa era la realtà per il Nord America circa 30 milioni di anni fa. Queste formidabili creature, conosciute come Archaeotherium (che significa “antica bestia”), erano più strettamente imparentate con balene e ippopotami che con maiali nonostante il loro aspetto porcellino. Ora, un nuovo studio fa luce su come questi colossi preistorici, che potevano pesare più di 2.000 libbre, mangiavano il loro ambiente.

Contrariamente alle ipotesi precedenti secondo cui tutte le specie di Archaeotherium avevano diete simili, i ricercatori hanno trovato prove di strategie di alimentazione distinte in base alle dimensioni. Analizzando i modelli microscopici di usura sui denti fossilizzati utilizzando tecniche microscopiche avanzate, gli scienziati hanno scoperto una chiara differenza tra i membri più grandi e quelli più piccoli di questo gruppo preistorico.

L’Archaeotherium più grande mostrava un’usura dei denti notevolmente simile a quella dei carnivori come leoni e iene, indicativa della capacità di schiacciare le ossa. Ciò suggerisce che probabilmente erano potenti spazzini o addirittura cacciatori che avrebbero potuto rubare carcasse ad altri predatori, grazie alle loro dimensioni imponenti. L’Archaeotherium più piccolo, tuttavia, mostrava modelli coerenti con una dieta ricca di materiali più morbidi come foglie, erba e forse anche carne.

Questa variazione dietetica dipinge un quadro più sfumato del ruolo di questi antichi animali nell’ecosistema. Le specie più piccole probabilmente agivano come erbivori o esploratori, mentre quelle più grandi avrebbero potuto specializzarsi nello spazzino e potenzialmente anche nella caccia.

“È davvero interessante che quelli di grandi dimensioni siano in grado di sgranocchiare le ossa”, ha affermato Larisa DeSantis, professoressa associata alla Vanderbilt University e coautrice dello studio. “Quelli piccoli no.”

Sebbene l’Archaeotherium possedesse mascelle e denti potenti capaci di infliggere morsi spaventosi, il loro cervello era relativamente piccolo, più o meno le dimensioni che ci si aspetterebbe da un rettile, secondo Wooten. Questo netto contrasto tra fisico formidabile e intelligenza limitata aggiunge un altro livello alla nostra comprensione di queste insolite creature.

Questa entusiasmante ricerca continua a svelare i misteri che circondano l’Archaeotherium, rivelandoli non come animali da pascolo uniformi, ma come attori complessi nell’antica rete alimentare nordamericana. Ulteriori studi promettono di affinare la nostra comprensione del loro comportamento e della nicchia ecologica, gettando ancora più luce su questo intrigante gruppo proveniente da un lontano passato.

Exit mobile version