La storica siccità di neve e il caldo record minacciano le riserve idriche occidentali

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L’Ovest americano sta affrontando una crisi idrica senza precedenti, causata da un caldo da record e dai livelli di manto nevoso più bassi mai registrati. Quest’inverno è stato drasticamente più caldo del normale in sei stati – Arizona, Nuovo Messico, Colorado, Utah, Wyoming e Oregon – e le condizioni stanno accelerando lo scioglimento della neve a un ritmo allarmante. Questo non è solo un anno secco; si tratta di un cambiamento fondamentale nel modo in cui funziona il ciclo dell’acqua della regione.

Condizioni senza precedenti

Il manto nevoso nel bacino del fiume Colorado, una fonte d’acqua fondamentale per milioni di persone, è ai minimi storici. Il consueto accumulo di fine inverno non si è mai materializzato e una recente ondata di caldo ha sostanzialmente segnato il destino di gran parte della neve rimanente. Gli esperti descrivono la situazione come disastrosa, e alcuni la chiamano “il chiodo nella bara” per la disponibilità di acqua.

Il problema non è solo la mancanza di precipitazioni. In molte aree si sono verificati livelli di precipitazioni normali, ma le temperature erano così elevate che l’umidità cadeva sotto forma di pioggia invece che di neve, anche ad altitudini elevate. Ciò significa che l’Occidente sta perdendo il suo sistema naturale di stoccaggio dell’acqua – il rilascio lento e prolungato dovuto allo scioglimento del manto nevoso – che rappresenta fino all’80% delle riserve idriche in alcune regioni. Invece, l’acqua scorre rapidamente o evapora prima di raggiungere fiumi e bacini artificiali.

Rischi crescenti

L’ondata di caldo sta esacerbando le condizioni di siccità esistenti e aumentando drasticamente il rischio di incendi. Il Nebraska ha recentemente vissuto il più grande incendio nella storia dello stato, alimentato da condizioni di siccità. La combinazione di manto nevoso basso e temperature in aumento significa che i picchi di scioglimento della neve si verificheranno prima che mai, lasciando le comunità a faticare per gestire le risorse idriche.

Il bacino del fiume Colorado è particolarmente vulnerabile. Si prevede che gli afflussi al lago Powell saranno tra i più bassi mai registrati, mettendo potenzialmente a repentaglio la produzione di energia idroelettrica per sette stati. Il Bureau of Reclamation sta monitorando la situazione ma non offre soluzioni immediate. Nel frattempo, i negoziati tra i sette Stati del bacino per aggiornare gli accordi di condivisione dell’acqua sono in fase di stallo.

Collegamento al cambiamento climatico

Gli scienziati confermano che questo caldo estremo sarebbe praticamente impossibile senza il cambiamento climatico causato dall’uomo. Le temperature attuali sono così al di fuori delle norme storiche che, in condizioni naturali, si prevede che si verifichino solo una volta ogni 500 anni. Questa non è più una siccità ciclica; è una crisi guidata dal clima.

Impatto immediato

Città come Denver si stanno preparando alle restrizioni sulla siccità della Fase Uno, chiedendo ai residenti di conservare l’acqua. Il Denver Water Board riconosce “livelli molto elevati di preoccupazione” per le attuali condizioni del manto nevoso, che minacciano la disponibilità di acqua a lungo termine.

“Molto evaporerà prima ancora di avere la possibilità di raggiungere il ruscello”, avverte John Fleck, esperto di politiche idriche presso l’Università del New Mexico.

La situazione è particolarmente critica perché i serbatoi di stoccaggio sono già esauriti, il che significa che non esiste un “cuscino” su cui appoggiarsi. L’Occidente si trova ad affrontare una crisi diversa da qualsiasi altra vista da decenni.

La combinazione di caldo record, siccità di neve senza precedenti e negoziati falliti sull’acqua crea una tempesta perfetta per la carenza d’acqua, l’aumento del rischio di incendi e potenziali interruzioni di energia elettrica. La crisi richiede un’azione immediata, ma le prospettive a lungo termine rimangono fosche.