I ricercatori hanno raggiunto una nuova pietra miliare nel tentativo di calcolare la costante matematica π (pi), raggiungendo la sorprendente cifra di 314 trilioni di cifre. L’impresa, compiuta dal team di StorageReview, supera i record precedenti, enfatizzando l’efficienza rispetto alla pura potenza di calcolo. Quest’ultima svolta sottolinea la natura in evoluzione di questa competizione di lunga data, in cui l’attenzione si sta spostando dal semplice raggiungere numeri più alti a farlo in modo più intelligente.
La corsa al calcolo del pi greco: una storia di record
La ricerca per calcolare sempre più cifre del pi greco è in corso da oltre 15 anni. Gli sforzi iniziali nel 2010 calcolavano 5 trilioni di cifre, ponendo le basi per una serie di tentativi sempre più ambiziosi. Il significato simbolico di 3,14 è stato spesso incorporato in questi traguardi: Google ha raggiunto 100 trilioni di cifre nel 2022, e gli sforzi precedenti nel 2019 e nel 2021 hanno raggiunto rispettivamente 31,4 e 62,8 trilioni di cifre.
Il record precedente, un calcolo da 300 trilioni di cifre completato da Linus Media Group e Kioxia, si basava su un array di archiviazione su larga scala e ad alta intensità energetica. L’approccio di StorageReview diverge dando priorità all’efficienza e all’affidabilità.
Come ha fatto StorageReview: supremazia del singolo server
A differenza di molti tentativi passati che sfruttavano cluster distribuiti o risorse cloud, StorageReview ha completato il calcolo su un singolo server Dell PowerEdge R7725. Dotato di doppi processori AMD EPYC e 40 unità a stato solido NVMe ad alta capacità, il sistema ha eseguito il software specializzato y-cruncher per circa 110 giorni.
La chiave di questo successo non è stata solo la pura potenza di elaborazione; era il modo in cui era configurato l’hardware. Le unità NVMe erano collegate direttamente ai processori tramite corsie PCIe ad alta velocità, riducendo al minimo i colli di bottiglia durante la scrittura e la lettura dei dati. Questo design evita gli elevati costi di alimentazione e raffreddamento dei sistemi di storage condivisi più grandi.
Perché calcolare il pi greco in trilioni di cifre?
Su questa scala, il calcolo del pi greco riguarda meno la matematica in sé e più la gestione di enormi set di dati. Il processo genera file temporanei di grandi dimensioni, rendendo la velocità e la capacità di archiviazione il fattore limitante. Il disco non riguarda il trovare nuove verità matematiche; è un punto di riferimento per la tecnologia di archiviazione e la gestione efficiente dei dati. Alla NASA servono solo 37 cifre decimali per calcolare la circonferenza dell’Universo osservabile entro la larghezza di un atomo di idrogeno, quindi questo calcolo non riguarda applicazioni pratiche ma spinge l’hardware ai suoi limiti.
Il futuro del calcolo del Pi greco
Il benchmark di StorageReview stabilisce un nuovo standard combinando prestazioni elevate con tempi di inattività pari a zero e un consumo energetico minimo. Il team sfida i futuri contendenti a superare il loro record in tutti questi parametri. Dato il ritmo accelerato di questi risultati, il prossimo record potrebbe essere battuto entro pochi mesi.
La corsa per calcolare più cifre del pi greco probabilmente continuerà, guidata dal desiderio di testare i limiti dell’hardware e dimostrare una gestione efficiente dei dati. Per ora, StorageReview ha alzato il livello, dimostrando che un’ingegneria più intelligente può trionfare sulla forza bruta.





















