Potenziale tubo di lava scoperto sotto il vulcano venusiano

0
14

Una recente analisi di dati radar vecchi di decenni della missione Magellano della NASA suggerisce l’esistenza di un sostanziale tunnel sotterraneo scavato da un’antica attività vulcanica su Venere. Questa scoperta, se verificata, rappresenterebbe solo il secondo tubo di lava confermato su Venere, unendosi a scoperte simili sulla Luna e su Marte – e, cosa importante, mette in discussione la nozione di lunga data di Venere come pianeta geologicamente inerte.

Le prove: tracce radar e crolli della superficie

La scoperta si basa sul riesame dei dati raccolti tra il 1990 e il 1992. L’orbiter Magellan della NASA ha mappato la superficie venusiana utilizzando il radar, una necessità a causa della copertura nuvolosa perennemente densa del pianeta. Queste scansioni radar hanno rivelato catene di crolli superficiali – pozzi dove il terreno ha ceduto – che si estendono per decine o addirittura migliaia di miglia. Gli scienziati sospettano da tempo che queste formazioni potrebbero indicare tubi di lava sottostanti, resti di magma che scorre solidificato nel tempo.

Lo studio attuale si concentra su uno di questi collassi vicino a Nyx Mons, un grande vulcano su Venere. La traccia radar di questo sito corrisponde strettamente a quella precedentemente osservata nei noti collassi di tubi di lava in altre parti del sistema solare. Il team stima che la struttura potrebbe estendersi per decine di chilometri sottoterra, anche se solo una parte di essa è stata identificata in modo definitivo.

Perché è importante: rivalutare la geologia di Venere

La possibilità di estese reti di tubi di lava sotto Venere ha implicazioni significative. Questi tubi potrebbero offrire ambienti stabili e schermati – potenzialmente anche abitabili – protetti dalle condizioni superficiali estreme del pianeta: temperature torride e pressione atmosferica schiacciante.

Più in generale, la scoperta rafforza l’idea che Venere non è il mondo geologicamente “morto” come un tempo veniva considerato. Sebbene il pianeta sia privo di una tettonica a placche simile a quella terrestre, le prove continuano ad accumularsi dimostrando un vulcanismo in corso (o recentemente attivo). Il fatto stesso che questi tubi esistano suggerisce che un tempo la roccia fusa fosse molto più diffusa su Venere di quanto si pensasse in precedenza.

Esplorazione del futuro: EnVision e oltre

Confermare l’intera estensione e stabilità di questo potenziale tubo di lava richiede ulteriori indagini. Fortunatamente, le prossime missioni sono pronte a fornire osservazioni più dettagliate. La missione EnVision dell’Agenzia spaziale europea, equipaggiata con il Subsurface Radar Sounder (SRS), è progettata per penetrare centinaia di metri sotto la superficie di Venere. SRS sarà in grado di mappare queste cavità anche dove non esistono aperture superficiali, offrendo una visione senza precedenti della geologia nascosta del pianeta.

Questa scoperta non è un punto finale, ma piuttosto l’inizio di quello che gli scienziati prevedono sarà un periodo prolungato e fruttuoso di ricerca nel sottosuolo del pianeta gemello della Terra.