Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell ha scosso la comunità scientifica, sostenendo un passo avanti enorme nella biotecnologia: la capacità di accendere e spegnere i geni utilizzando campi magnetici. Anche se la scoperta, soprannominata “magnetogenetica”, potrebbe rivoluzionare la medicina, è attualmente sottoposta a un intenso esame da parte di esperti che etichettano i risultati “non plausibili” e indicano potenziali irregolarità nei dati.
La promessa della magnetogenetica
Per capire perché questo è importante, bisogna considerare gli attuali limiti del controllo biologico. Per anni, i ricercatori hanno utilizzato l’optogenetica – ovvero l’uso della luce per attivare proteine specifiche in cellule ingegnerizzate – per controllare l’attività nervosa o curare la cecità. La luce però ha un difetto fondamentale: non può penetrare in profondità nel corpo umano.
Se il team di Kim Jongpil dell’Università di Dongguk ha davvero avuto successo, ha risolto questo problema. Utilizzando segnali magnetici che possono attraversare qualsiasi parte del corpo, i medici potrebbero teoricamente:
– Attivare le cellule per produrre proteine terapeutiche esattamente quando necessario.
– Controllare il dosaggio e la posizione di un trattamento da remoto.
– Gestire processi biologici complessi senza chirurgia invasiva.
Lo scetticismo scientifico
Nonostante la posta in gioco sia alta, molti fisici e biologi stanno alzando segnali d’allarme riguardo ai meccanismi fondamentali dello studio.
1. La risposta biologica “non plausibile”
Il fisico Andrew York nota un’enorme discrepanza nella fisica descritta nell’articolo. I ricercatori hanno applicato un segnale elettromagnetico a 60 hertz, ma hanno riferito che le oscillazioni risultanti degli ioni di calcio si verificavano all’incirca una volta ogni 50 secondi.
“La risposta biologica è incredibilmente non plausibile”, ha affermato York, chiedendosi come uno stimolo esterno così rapido possa provocare un’oscillazione interna così lenta e ritmica.
2. La grandezza del cambiamento
Lo studio sostiene un massiccio cambiamento nei livelli di calcio, un messaggero primario nella comunicazione cellulare. York paragona la portata di questo cambiamento a un improvviso picco di temperatura di 10 gradi, sottolineando che un cambiamento così significativo dovrebbe interrompere molti processi biologici, ma l’articolo afferma che colpisce solo un singolo gene (LGR4 ). Il ricercatore capo Jongpil Kim difende i risultati, sostenendo che il segnale rimane entro un “intervallo fisiologicamente gestibile”.
3. Preoccupazioni sull’integrità dei dati
Al di là della fisica, il giornale si trova ad affrontare accuse riguardanti le prove visive fornite:
– Luminescenza prematura: Adam Cohen dell’Università di Harvard ha notato che alcune immagini mostrano cellule che brillano ore prima addirittura che l’interruttore magnetico fosse attivato. Kim ha attribuito questo ad “artefatti computazionali” causati dal software di livellamento delle curve.
– Duplicazione di immagini: Sul sito di controllo scientifico PubPeer, gli utenti hanno identificato un’immagine che sembrava essere la versione speculare di un’altra. Kim ha riconosciuto questo come un “errore materiale” e sta lavorando con Cell per emettere una correzione formale, insistendo che non cambi le conclusioni dello studio.
Il percorso da seguire: la chiave è la replica
Nel mondo della scienza ad alto impatto, un’affermazione “rivoluzionaria” è valida tanto quanto la sua capacità di essere ripetuta da altri. I critici sostengono che per una scoperta così radicale, i ricercatori avrebbero dovuto condividere i campioni con laboratori indipendenti prima della pubblicazione per verificare i risultati.
Attualmente, il team di Kim sta collaborando con varie aziende biotecnologiche e prevede di rilasciare più dati in pubblicazioni future. Fino a quando i laboratori indipendenti non saranno in grado di replicare questi trigger magnetici, la comunità scientifica rimarrà intrappolata tra l’entusiasmo per una nuova era della medicina e il profondo sospetto nei confronti dei dati che ne stanno alla base.
Conclusione: Mentre la prospettiva di controllare i geni con il magnetismo offre una visione trasformativa per la medicina non invasiva, l’attuale controversia sugli errori dei dati e sulla fisica discutibile significa che la “svolta” rimane non dimostrata.



















