Dopo 27 anni alla NASA, l’astronauta Suni Williams si è ritirato, segnando la fine di una carriera caratterizzata da passeggiate spaziali da record, un soggiorno prolungato senza precedenti sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e un cambio generazionale nell’esplorazione spaziale. Il sessantenne ex capitano della Marina lascia un’eredità di pioniere nel volo spaziale umano.
La missione prolungata dello Starliner: un test diventato un’odissea
La Williams è forse più conosciuta per il suo ruolo nella prima missione Starliner con equipaggio della Boeing nel giugno 2024. Quello che era stato concepito come un breve volo di prova verso la ISS è diventato un’odissea di 286 giorni quando problemi tecnici hanno bloccato la Williams e il collega astronauta Barry “Butch” Wilmore in orbita. La situazione si è rapidamente trasformata in un punto critico politico, con figure come Donald Trump ed Elon Musk che hanno pubblicamente inquadrato la difficile situazione degli astronauti come un abbandono da parte dell’amministrazione Biden.
Anche se gli astronauti stessi hanno minimizzato la sensazione di essere abbandonati – Wilmore ha ammesso che erano “bloccati” in una certa misura – l’incidente ha evidenziato i rischi di fare affidamento sui viaggi spaziali commerciali e il potenziale di interferenza politica nelle missioni spaziali. Alla fine tornarono su una capsula SpaceX Dragon, una missione che Trump in seguito definì un “salvataggio” orchestrato da Musk.
Una carriera definita dalla resistenza e dai primi successi
Nel corso di tre lanci spaziali – a bordo dello Space Shuttle Discovery nel 2006, di una Soyuz russa nel 2012 e dello sfortunato Starliner nel 2024 – Williams ha trascorso un totale di 608 giorni nello spazio, seconda solo ai 695 di Peggy Whitson. I suoi contributi vanno oltre il tempo in orbita: detiene il record per il maggior numero di passeggiate spaziali accumulate da una donna, superando le 62 ore in nove operazioni.
In particolare, Williams è stato il primo astronauta a correre una maratona nello spazio, completando una corsa su tapis roulant nel 2007 come partecipante ufficiale alla maratona di Boston. Questa impresa esemplifica la sua dedizione a superare i limiti, anche in ambienti estremi.
Transizione verso una nuova era
Il ritiro di Williams, annunciato in occasione del 96esimo compleanno di Buzz Aldrin, coincide con i preparativi della NASA per la missione Artemis II, il primo volo con equipaggio attorno alla Luna dal 1972. La finestra di lancio si aprirà il 6 febbraio. Questo cambiamento generazionale sottolinea lo slancio in avanti della NASA, basandosi sulle fondamenta gettate da veterani come Williams per raggiungere l’esplorazione lunare e marziana.
L’amministratore della NASA l’ha elogiata come “una pioniera”, mentre il direttore del Johnson Space Center ha sottolineato la sua “eccezionale dedizione” come fonte di ispirazione per i futuri esploratori. Con oltre 2,5 milioni di persone che richiedono “carte d’imbarco” digitali per la missione Artemis II, l’entusiasmo del pubblico per la prossima fase dell’esplorazione spaziale è evidente.
La carriera di Williams sottolinea l’importanza della perseveranza e dell’adattabilità di fronte a sfide inaspettate, una qualità che continuerà a guidare l’innovazione nei viaggi spaziali per le generazioni a venire.
Il completamento con successo di Artemis II aprirà la strada ad Artemis III, mirato al primo atterraggio lunare umano in oltre mezzo secolo, attualmente previsto per il prossimo anno. La stessa Williams ha riconosciuto nella ISS un trampolino di lancio verso queste nuove ambizioni, aprendo la strada verso la Luna e Marte.



















