Gli astronomi hanno assistito a una seconda collisione di asteroidi nel sistema Fomalhaut, una stella a soli 25 anni luce di distanza, offrendo una visione senza precedenti delle caotiche fasi iniziali della formazione del pianeta. Le osservazioni, effettuate dal telescopio spaziale Hubble, rivelano che le collisioni tra rocce spaziali in questo giovane sistema stellare si verificano molto più frequentemente di quanto si pensasse in precedenza.
Fomalhaut: un asilo nido stellare in azione
Fomalhaut è una stella relativamente giovane, ha 440 milioni di anni, ancora circondata da un disco di detriti rimasti dalla sua formazione. Questo disco di detriti è fondamentale perché rappresenta la materia prima da cui sono costruiti i pianeti. Studiare le collisioni all’interno di questo disco aiuta gli scienziati a capire come i pianeti si uniscono. Il fatto che le collisioni vengano osservate così presto dopo la formazione della stella suggerisce che i sistemi planetari possano iniziare come ambienti violenti e frammentati prima di raggiungere la stabilità.
Prima collisione, poi un’altra: uno schema che si ripete
La prima collisione documentata in questo sistema ha portato alla comparsa temporanea di un oggetto soprannominato “Dagon” nel 2004. Nel 2014, Dagon era scomparso, e gli astronomi hanno concluso che non si trattava di un pianeta ma di un’enorme nuvola di polvere derivante da una collisione. L’evento più recente, osservato nel 2023, ha prodotto una nube simile, luminosa e in espansione, ora chiamata Fomalhaut cs2.
“Questa è la prima volta che vediamo un punto di luce apparire dal nulla in un sistema esoplanetario”, spiega l’astronomo Paul Kalas. “Significa che abbiamo appena assistito a una violenta collisione tra due oggetti massicci.”
La rapida successione di questi eventi – due collisioni significative nell’arco di due decenni – mette in discussione le stime precedenti secondo cui tali impatti si verificano ogni 100.000 anni o più. Kalas suggerisce che se si potessero accelerare le osservazioni di questo sistema nel corso dei millenni, il cielo sarebbe “scintillante per queste collisioni”.
Implicazioni per la formazione del pianeta
Gli asteroidi in collisione avevano ciascuno un diametro di circa 60 chilometri (37 miglia). Se non si fossero frantumati, alla fine avrebbero potuto trasformarsi in pianeti. Gli astronomi ora stimano che il disco di Fomalhaut contenga circa 300 milioni di oggetti simili, in costante collisione e sfregamento l’uno contro l’altro.
Il sistema mostra anche lacune concentriche nel disco di detriti, suggerendo che i pianeti invisibili potrebbero già aprirsi la strada nelle loro orbite. Ciò indica che Fomalhaut è un ambiente dinamico in cui la formazione dei pianeti è attivamente in corso.
Osservazioni future
I ricercatori intendono continuare a monitorare Fomalhaut utilizzando sia Hubble che il telescopio spaziale James Webb per tracciare l’evoluzione di Fomalhaut cs2 e cercare ulteriori collisioni. Studiando questi eventi, gli scienziati possono affinare la loro comprensione di come si formano i pianeti nelle prime fasi dell’evoluzione stellare.
Le osservazioni in corso di Fomalhaut forniscono uno sguardo raro sugli anni caotici e formativi di un sistema planetario, dimostrando che la formazione dei pianeti non è un processo dolce ma piuttosto violento e dinamico.
